Qualcuno si chiedera il perchè decido di pubblicare questo articolo, che apparentemente non ha nulla a che vedere con la storia, ma non è cosi, cio che sta accadendo è qualcosa intinseca alla storia a vecchi dissapori tra l’est e l’ovest, a voi una scorpacciata di notizie se siete interessati continuerò nell’inchiesta.
Alexander Litvinenko, l’ex agente del Kgb morto tre notti orsono a Londra dopo essere stato avvelenato, ha lasciato una lettera agli amici in cui accusa Vladimir Putin di volerlo assassinare. Si legge nel documento: “Potete riuscire a farmi tacere, ma questo silenzio comporta un prezzo. Avete mostrato di essere barbari e crudeli così come i vostri critici vi dipingono”.
E ancora continua l’ex colonello dei servizi segreti russi: “Può far tacere un uomo. Ma la protesta esploderà in tutto il mondo, signor Putin, e rimbomberà nelle sue orecchie per il resto della vita. Il mio dio la perdona per quello che mi ha fatto”.
La replica di Putin.giunge immediatamente e respinge ovviamente ogni accusa ma, dopo aver cercato di restare del tutto fuori dalla vicenda, ha dovuto impegnarsi e impegnare la Russia a fornire collaborazione a Scotland Yard e ai servizi inglesi. Pressato dai cronisti durante una conferenza stampa a margine del vertice Ue Russia a Helsinki, il presidente russo ha definito una “provocazione politica” l’uso di un “eventi tragici come la morte”. “Spero”, ha continuato, “che le autorità britanniche non permettano che si alimentino scandali politici”.
Putin ha ricordato che i medici britannici non hanno mai affermato che il decesso è stato “conseguenza di una violenza”. “Per cui - ha rimarcato - non c’è alcun terreno per una illazione di questo tipo”. Comunque, ha assicurato, “se richiesto, le autorità russe collaboreranno all’inchiesta”.
Al capo del Cremlino è stato poi chiesto cosa pensasse delle lettera-testamento in cui Litvinenko lo accusa di averlo fatto avvelenare. Con ironia il presidente russo ha detto, sulla veridicità del contenuto della lettera: “Il signor Litvinenko, sfortunatamente, non è Lazzaro”.
Londra chiede a Mosca aiuto nelle indagini. Scotland Yard ha aperto un’inchiesta sulla “morte inspiegata” di Litvinenko. Dalle analisi autoptiche, nel corpo dell’ex spia russa sono state trovate tracce di Polonio-210. Il Polonio-210 è un isotopo di un raro metalloide molto radioattivo e molto tossico. Il governo britannico ha già chiesto a Mosca di fornire qualsiasi informazione che possa aiutare Scotland Yard nell’indagine. “Funzionari hanno discusso la morte di Litvinenko con l’ambasciatore russo questo pomeriggio.
All’ambasciatore è stato chiesto di inoltrare la richiesta alle autorità di Mosca di fornire ogni informazione utile alle indagini”.
Gli amici del colonello parlando di OMICIDIO. Gli amici e la famiglia sono convinti che Litvinenko sia stato assassinato: “Siamo tutti sconvolti per questo orribile crimine. Questa è una notte di lutto”, ha detto tre sere fa l’amico Alex Goldfarb, parlando a nome della famiglia davanti all’ospedale. Litvinenko, ha aggiunto, è morto “con la coscienza pulita, il cuore pulito e con dignità”.
Si presume che l’agente si morto a causa del suo indagare sullL’assassinio di Politkovskaya. Litvinenko era stato avvelenato mentre indagava sull’omicidio della giornalista Anna Politkovskaya. Per Mosca è stupido anche solo ipotizzare che ci sia il Cremlino dietro l’eliminazione del 43enne ex agente dell’Fsb, nemico giurato di Vladimir Putin. La sua morte è avvenuta alla vigilia del summit Ue-Russia a Helsinki in cui, come ha anticipato il commissario europeo per le Relazioni esterne Benita Ferrero-Waldner, sarà chiesto conto al presidente russo del rispetto dei diritti umani nel suo Paese.
“In lotta contro le forze del male”. “Era impegnato nella lotta contro le forze del male in Russia” ha detto Oleg Gordievsky, amico di Litvinenko e anche lui ex spia, “contro il Kgb, le autorità che stanno soffocando le forze democratiche e liberali. E’ rimasto vittima di una vendetta”. Se fosse confermato che c’è la mano del Cremlino dietro la morte di Litvinenko, si profilerebbe il più grave incidente diplomatico tra Mosca e l’Occidente dai tempi della Guerra Fredda.
“Sono perseguitato”. L’ex spia russa aveva chiesto asilo in Gran Bretagna nel 2000 affermando di essere perseguitato in patria e aveva poi ottenuto la cittadinanza britannica. L’uomo, che stava indagando sull’assassinio della Politkovskaya, si è sentito male dopo una serie di incontri avuto il primo novembre.
ROMA - A due giorni dalla sua morte e dopo la lettera-requisitoria contro Vladimir Putin diffusa ieri a Londra, spunta ora anche un video di Aleksandr Litvinenko, l’ex colonnello del Kgb avvelenato nella capitale britannica in circostanze ancora tutte da chiarire.
Risale al mese scorso ed è un altro atto di accusa nei confronti del presidente russo. Nel caso specifico riguarda la morte dell’amica Anna Politkovskaia, la scomoda giornalista assassinata il 7 ottobre a Mosca. “Solo lui può aver dato l’ordine di ucciderla”, dice nel video l’ex spia esule in Gran Bretagna da sei anni.
Il filmato, lungo nove minuti circa, è visibile sul sito di Frontline (www.frontlineclub.com), un’organizzazione britannica che opera a favore della libertà di espressione e del giornalismo indipendente. Litvinenko era stato invitato a una conferenza dedicata appunto all’uccisione della coraggiosa reporter che tante volte aveva imbarazzato il Cremlino con le sue inchieste sulla Cecenia.
”Chiedetemi pure chi è stato - esordisce l’ex agente - la mia risposta è che il responsabile può essere solo il signor Putin, il presidente della Federazione Russa”. Litvinenko racconta anche della sua amicizia con la Politkosvaia. “Ci conoscevamo da tre anni ed eravamo molto vicini - dice - ogni volta che veniva a Londra mi veniva a trovare, la conoscevano bene anche mia moglie e i miei bambini”. Una delle ultime volte che l’aveva vista gli aveva raccontato
delle minacce sempre più dirette nei suoi confronti che arrivavano dal Cremlino. “Mi aveva chiesto se potevano ucciderla, io avevo risposto di sì e le avevo anzi consigliato di lasciare il paese, magari temporaneamente”, racconta ancora.
L’ex ufficiale di Kgb e Fsb, i servizi segreti russi nati da quelli della disciolta Urss, aveva deciso di indagare personalmente sull’assassinio della giornalista e in varie dichiarazioni non aveva fatto mistero di chi pensava che fossero i responsabili della sua fine. Secondo la stampa britannica, potrebbe essere stata proprio questa sua iniziativa ad essergli costata la vita. Era da anni un tenace oppositore di Putin ma, forse, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nella lettera testamento dettata tre giorni prima di morire e letta ieri ai giornalisti dall’amico Aleks Goldfarb, Litvinenko, per il suo avvelenamento puntava il dito accusatore contro Putin ma per l’ultima volta.
Fonte: www.ansa.it
L’amico Alex Goldfarb: ‘’Scioccati e terrificati per questo orribile crimine'’
Gb, Scotland Yard indaga sulla morte di Litvinenko
Londra. Scotland Yard sta indagando su “la morte inspiegata” di Alexander Litvinenko, l’ex spia russa deceduta la notte scorsa in ospedale a Londra in seguito ad un misterioso avvelenamento. Le sue condizioni si erano aggravate ieri e già prima del decesso, la polizia aveva detto di sospettare “un deliberato avvelenamento” affidando le indagini al reparto anti terrorismo. “Siamo tutti scioccati e terrificati per questo orribile crimine. Questa è una notte di lutto”, ha detto ieri sera l’amico Alex Goldfarb, parlando a nome della famiglia davanti all’ospedale. Litvinenko, ha aggiunto, è morto con “con la coscienza pulita, il cuore pulito e con dignità”. L’ex spia russa aveva chiesto asilo in Gran Bretagna nel 2000 affermando di essere perseguitato in patria e aveva poi ottenuto la cittadinanza britannica. L’uomo, che stava indagando sull’assassinio della giornalista Anna Politkovskaya, si è sentito male dopo una serie d’incontri avuto il primo novembre. I medici non sono riusciti a capire la natura dell’avvelenamento.
Fonte: Androkronos

